Posted by: studisullasorveglianza | August 20, 2010

Surveillance and Democracy

Edit by Kevin  Haggerty and Minas Samatas, Containing chapters by surveillance experts David Lyon, Deborah Johnson ,   Torin Monahan, Kirstie Ball, Michalis Lianos, Andrea Brighenti  and others.

This collection represents the first sustained attempt to grapple with the complex and often paradoxical relationships between surveillance and democracy. Is surveillance a barrier to democratic processes, or might it be a necessary component of democracy? How has the legacy of post 9/11 surveillance developments shaped democratic processes? As surveillance measures are increasingly justified in terms of national security, is there the prospect that a shadow “security state” will emerge? How might new surveillance measures alter the conceptions of citizens and citizenship which are at the heart of democracy? How might new communication and surveillance systems extend (or limit) the prospects for meaningful public activism?

Surveillance has become central to human organizational and epistemological endeavours and is a cornerstone of governmental practices in assorted institutional realms. This social transformation towards expanded, intensified and integrated surveillance has produced many consequences. It has also given rise to an increased anxiety about the implications of surveillance for democratic processes; thus raising a series of questions – about what surveillance means, and might mean, for civil liberties, political processes, public discourse, state coercion and public consent – that the leading surveillance scholars gathered here address

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Posted by: studisullasorveglianza | March 9, 2010

Sorveglianza e società, Bonanno editore, 2010

Qui di seguito pubblichiamo l’introduzione del primo libro libro dell’Italian Group on Surveillance Studies.

Introduzione. Il libro che qui presentiamo è il frutto di una relazione che gli autori hanno sviluppato nel corso degli ultimi anni e che ha dato vita al Gruppo italiano di studi sulla sorveglianza. Si tratta di una rete aperta ai ricercatori italiani che vuol essere al contempo un nodo di un più ampio network di studiosi della sorveglianza che fa riferimento al Surveillance Project presso la Queens’ University di Kingston (Canada), diretto da David Lyon. Il gruppo è stato fondato a Piacenza nel settembre 2008 in occasione del Festival del diritto. Desideriamo ringraziare Stefano Rodotà che in quell’occasione, come direttore, e in altre ancora come sensibile studioso e interlocutore, ha incoraggiato il dialogo tra studiosi appartenenti a diverse discipline e la realizzazione di questa iniziativa. I cinque ricercatori italiani che hanno fondato il gruppo, con l’aggiunta di un contributo di David Lyon, propongono oggi questo libro per stimolare anche in Italia un più ampio dibattito sul tema della sorveglianza a partire da una lettura critica delle libertà e delle forme di controllo sociale in riferimento al ruolo delle nuove tecnologie e alla loro penetrazione nelle organizzazioni delle società contemporanee.

Perché studiare la sorveglianza? Negli ultimi anni il fenomeno della sorveglianza ha attirato l’attenzione da parte di un numero crescente di studiosi appartenenti a diverse discipline. Aspetti economici, sociali e politici delle società contemporanee sono, infatti, sempre più regolati e organizzati sulla base di sistemi complessi di sorveglianza e controllo. Vari tipi di organizzazioni e istituzioni, dagli stati alle imprese, dalle agenzie di sicurezza alle comunità di vicinato, mettono ogni giorno in atto processi di controllo e di sorveglianza che producono conseguenze sociali e allo stesso tempo riflettono e contribuiscono alla trasformazione del modo in cui interagiamo col, e ci esponiamo al mondo esterno, della maniera in cui creiamo e accettiamo, o rifiutiamo, i modi dominanti di integrazione e dipendenza sociale. Read More…

Posted by: studisullasorveglianza | February 25, 2010

Google, l’allarme di Rodotà “Sentenza non diventi censura”

Intervista a Stefano Rodotà, La Repubblica 25 Feb 2010

ALESSIO BALBI L’ex garante per la privacy commenta la condanna di tre dirigenti per il video delle percosse a un disabile: “Una lettura sbrigativa del provvedimento potrebbe rafforzare chi vuole imporre filtri alla rete”. Negli ultimi tempi in Italia si stanno manifestando, nei riguardi di internet, iniziative di tipo censorio che potrebbero essere rafforzate da una lettura sbrigativa della sentenza Google”. E’ l’allarme di Stefano Rodotà, ex garante per la privacy, dopo la decisione del tribunale di Milano che ha condannato tre dirigenti del colosso americano per il filmato delle percosse a un ragazzo disabile pubblicato su Google Video a fine 2006. David Carl Drummond, George De Los Reyes e Peter Fleitcher sono stati condannati a sei mesi di carcere per violazione della legge sulla privacy.

Professor Rodotà, lei che è stato presidente dell’Authority, può spiegare qual è il reato commesso dai tre dirigenti?

“Sarà fondamentale leggere la motivazione della sentenza, perché se la premessa fosse che Google non ha rimosso tempestivamente il video mettendo in atto un comportamento omissivo, si tratterebbe di una giusta applicazione delle norme vigenti e la sentenza non imporrebbe nessun intervento censorio preventivo da parte dei provider” Read More…

Posted by: studisullasorveglianza | February 11, 2010

Spiato chi scarica gratis il Garante: privacy violata

di ALDO FONTANAROSAPirateria, storico processo al via. Pedinati milioni di navigatori. Fapav affida la sorveglianza dei siti pirata a una società francese e accusa Telecom: i vostri abbonati sono i più attivi (La Repubblica 10 Feb 2010).

Se state scaricando “Avatar” o “Paranormal Activity” dalla Rete, conviene che vi guardiate alle spalle. Qualcuno sta prendendo nota di questa vostra azione. Centinaia di migliaia di italiani sono stati “pedinati” mentre praticavano uno degli sport nazionali preferiti: downloadare da Internet (ovviamente gratis) i migliori film, le canzoni del momento, i software più costosi.

La conferma di questo “pedinamento” – che scatena ora la reazione del Garante per la Privacy – è arrivata ieri nella stanza del giudice Antonella Izzo, al Tribunale Civile di Roma. Qui si sono presentati gli avvocati della Fapav. E’ la Federazione che combatte la pirateria audiovisiva. Proprio Fapav ha incaricato una società francese (la CoPeerRight) di tenere d’occhio 11 siti che regalano film e canzoni. Nel mirino dei controllori sono finiti soprattutto i navigatori che hanno visitato questi siti. La Fapav – dal 2008 ad oggi – ha accertato 2 milioni 200 mila casi di scarico illegale. E subito ne ha chiesto conto a Telecom. Chi scaricava era un abbonato di Telecom “tra il 57 e il 65% dei casi”. Read More…

Posted by: studisullasorveglianza | February 8, 2010

SURVEILLANCE IN SOCIETY

EASST 010 – PRACTICING SCIENCE AND TECHNOLOGY, PERFORMING THE SOCIAL. TRENTO, SEPTEMBER 2ND – 4TH 2010.   TRACK 34. SURVEILLANCE IN SOCIETY
The overall aim of this track is to present and discuss how surveillance technologies, such as the Internet, CCTV, biometrics, and performance management systems, work in society. The extent to which such technologies are put to use has convinced some researchers that we now live in a “surveillance society” (Lyon 2001) or a “surveillance
culture” (Staples 1997). Surveillance has, indeed, become an integral part of everyday life, consumption and work.
The growth of surveillance is linked to enhanced possibilities for large-scale storage and processing of personal data that are systematically evaluated, marketed, and used for targeting users and citizens. Moreover, small mobile devices encourage further distribution and democratization of surveillance. Thus, in a world of global economic competition, economic crisis, and fear of terrorism after 9/11, not only the state but also corporations, NGOs and ordinary citizens are carrying out surveillance and are under surveillance at the same time. Often the purpose of these activities is to control the behaviour of others, but the aim might also be related to care, fun and seduction. As a result of these developments, many new research questions have emerged.  Read More…
Posted by: studisullasorveglianza | January 22, 2010

Anopticon. Le telecamere a Venezia

Ecco alcune immagini delle telecamere di videosorveglianza. Denunciamo la grandezza dell’area videosorvegliata e delle “immagini uniche”.http://tramaci.org/anopticon

Posted by: studisullasorveglianza | January 20, 2010

Ecco come ci possono spiare sul web

da Corriere (20 gen 2010) Mailbox, navigazione, instant messaging tutto è potenzialmente esposto allo sguardo altrui. Un tempo si pensava che le intercettazioni potessero essere appannaggio della sola magistratura o di esperti di spionaggio internazionale. Oggi non è più così. A diversi livelli siamo diventati potenzialmente tutti un po’ spioni. E non occorre essere dei «cyber-terroristi» o degli «hacker». PERCEZIONE DEI RISCHI – Le tecnologie digitali ci consegnano infatti una grande libertà d’azione e con essa ovviamente una grande responsabilità. Tuttavia, l’utente medio è scarsamente sensibile alla cura dell’ambiente informatico che sta fisicamente alla base della sua vita digitale. Nell’uso quotidiano di macchine, software e protocolli di rete diamo per scontati parecchi passaggi sui quali può fiorire ogni genere di controllo illecito e intrusione.

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Posted by: studisullasorveglianza | January 19, 2010

IMMIGRATION, SECURITY AND SURVEILLANCE

We are inviting papers for the panel – IMMIGRATION, SECURITY AND SURVEILLANCE – European Association of Social Anthropologists CONFERENCE 2010 – Maynooth, Ireland, August

Convenors

Catarina Frois (Centre for Research in Anthropology)  catarina.frois@netcabo.pt
Nils Zurawski (University of Hamburg)  nils.zurawski@uni-hamburg.de

Short Abstract

Some of the most prominent questions that have been gaining interest regarding immigration are related to security as well as surveillance policies and practices. In this workshop we seek to discuss research about migrant populations addressing the equation security-protection-care-danger.

Long Abstract

Immigration has become an increasing field of study in anthropology over the past few years. Looking at Europe, immigration is an important political aspect when considering the absence of frontiers between countries, mobility of persons, politics of inclusion and/or exclusion of – as Robert Castel puts it – definitions of “citizens” or “indigenous”. Read More…

Posted by: studisullasorveglianza | October 7, 2009

Internet, navigatori spiati per 7 anni registrata ogni visita a qualunque sito

dii VITTORIO ZAMBARDINO in La repubblica 7 ottobre 2009

La privacy? Dice un dirigente dell’autorità garante: “Chiunque tra il 2001 e l’inizio del 2008 abbia usato la rete internet deve sapere che quattro tra i maggiori fornitori di accesso del paese (Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3g) quattro compagnie di telecomunicazione, hanno registrato tutto il traffico di quegli anni. Non tutti lo facevano con la stessa profondità, e lo abbiamo specificato nei nostri provvedimenti del 17 gennaio 2008. Non è nemmeno detto che lo abbiano fatto in modo continuo dal primo all’ultimo giorno. Però quella raccolta di dati avveniva e il pretesto era che bisognava tenersi pronti per rispondere alle richieste dell’autorità giudiziaria. Il punto è che raccogliere i dati personali in quel modo e con quella rozzezza espone gli stessi investigatori ad errori e valutazioni sbagliate”. Read More…

Posted by: studisullasorveglianza | June 28, 2009

Michel Foucault: sorvegliare e punire

Conferenza di Michel Foucault del 1983 sulla nascita della società disciplinare e sul suo celebre libro:  Sorvegliare e Punire.



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