Questa area è dedicata al gruppo di studio dei ricercatori e studiosi italiani che si occupano di sorveglianza, con particolare attenzione alle nuove forme di sorveglianza e alle implicazioni sociali. Fa parte della rete internazionale di studi sulla sorveglianza di cui il Surveillance Project presso la Queens’ University, Kingston, Canada, rappresenta un punto di riferimento.
This is the working area of Italian researchers engaged in surveillance studies and new forms of surveillance in contemporary society. This is the Italian’s node of the International Network of Surveillance Studies leaded by the Surveillance Project at Queens’ University, Kingston, Canada.
Il nostro gruppo di ricerca, Italian Group on Surveillance Studies (IGSS) si è ufficialmente formato in occasione del I° Festival Internazionale del diritto svoltosi a Piacenza il 25/28 settembre e diretto da Stefano Rodotà.
Italian Group on Surveillance Studies
La diffusione delle tecnologie digitali di rete introducono spinte al cambiamento all’interno di molte organizzazioni contemporanee e nella società nel suo complesso. Da un punto di vista strumentale, infatti, tali tecnologie obbligano ad un ripensamento delle funzioni, ovvero dei meccanismi attraverso cui le funzioni e le finalità possono essere meglio precisate, organizzate e realizzate. La rete è una logica organizzativa che fa da base allo sviluppo di nuove pratiche di informazione e comunicazione in tutti gli ambiti sociali. La connessione di più nodi, sottosistemi di strutture e funzioni socio-tecnologiche, costituisce una rete attraverso cui si traducono molte relazioni di potere nella società contemporanea.
Tra le funzioni oggi al centro di una riflessione profonda vi è quella della sorveglianza intesa come meccanismo ‘produttivo’ di efficienza e controllo nelle sfere economiche, politiche e sociali.
Negli ultimi anni si è osservato non solo un aumento dell’intensità dell’uso delle tecnologie della sorveglianza elettronica in particolari settori, ma anche un suo significativo impiego in spazi fisici e sociali che fino a poco tempo fa non erano interessati da pratiche sistematiche ed intenzionali di controllo.
Dietro l’interesse per la sorveglianza elettronica si annida spesso l’interesse a (ri)produrre forme di discriminazione politica, sociale ed economica. Sullo sfondo, ma di primaria importanza, vi sono decisioni che hanno a che fare con i codici che regolano il funzionamento della sorveglianza. Tali decisioni vengono spesso prese in modo routinario e tendenzialmente invisibile, seguendo in molti casi una logica meramente organizzativa. Di conseguenza, laddove gli effetti della sorveglianza coinvolgono ampie fasce della popolazione, le decisioni circa i processi e le modalità di sorveglianza vengono raramente sottoposte a una deliberazione pubblica, vanificando il principio del quod omnes tangit ab omne comprebetur. Le pratiche contemporanee di sorveglianza hanno perciò effetti molto importanti sulla sfera pubblica e la vita democratica. È sulla comprensione di queste forme e meccanismi, sulle radici storico-culturali e sugli interessi da cui muove la sorveglianza che si concentra la nostra attenzione.
Compito dello scienziato sociale è di investigare le nuove forme di sorveglianza elettronica, le logiche e gli interessi da cui muovono, le conseguenze sociali e politiche ed, infine, comprendere la relazione e le interdipendenze che intercorrono tra queste e la qualità della democrazia e della sfera pubblica.
Il gruppo è stato fondato, anche sulla spinta di David Lyon e di Stefano Rodotà, da cinque giovani ricercatori italiani:
· Andrea Brighenti, Università di Trento
· Davide Calenda, Università di Firenze
· Chiara Fonio, Università Cattolica di Milano
· Massimo Ragnedda, Università degli Studi di Sassari
· Monica Zuccarini, Università degli Studi di Napoli Federico II
Andrea Mubi Brighenti è ricercatore post-doc presso il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale, Università di Trento. È dottore di ricerca in sociologia del diritto (Università di Milano), Master in Law &Society (Istituto internazionale di Sociologia giuridica di Oñati, Spagna), e laureato in scienze della comunicazione (Università di Bologna). I suoi interessi di ricerca includono: interazione sociale, diritto, etnografia, studi urbani e teoria sociale, con particolare interesse per le categorie di visibilità, territorio, rispetto, resistenza e diavoluzione. [email: andrea.brighenti@soc.unitn.it]
Davide Calenda è assegnista presso il Dipartimento di Scienza della Politica e Sociologia dell’Università di Firenze. Si è dottorato nel 2003 in “Telematica e Società dell’Informazione (dottorato interfacoltà dell’Università degli Studi di Firenze)” con una tesi sulla personalizzazione e individualizzazione delle forme di sorveglianza elettronica. E’stato PhD Visitor alla Queen’s University presso il Surveillance Project diretto da David Lyon (2002) e presso la The London School of Economics and Politica Science (2003). I suoi interessi di ricerca includono: sorveglianza elettronica e marketing, con particolare focus sui processi di personalizzazione e individualizzazione dei rapporti tra produttori e consumatori; Internet e nuove forme di partecipazione; globalizzazione. Tra i lavori pubblicati sul tema della sorveglianza, L’individualizzazione del controllo, in Millepiani, 34, 2008; (con D. Lyon), Tecnologie di controllo e tecnologie di libertà: riflessioni sul potere nella società della rete, in Rassegna Italiana di Sociologia, 4, 2006.
[email: davide.calenda (at) unifi.it ]
Chiara Fonio è assegnista presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano) dove ha conseguito il dottorato in Sociologia e Metodologia della Ricerca Sociale. Dal 2005 collabora alla didattica dei corsi di Sociologia e di Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa. Fa parte del gruppo di ricerca ITSTIME (http://www.itstime.it) all’interno del quale si occupa di sicurezza – in particolare dei meccanismi di promozione e reclutamento del terrorismo attraverso le nuove tecnologie- e delle tecniche di videosorveglianza. Tra le sue più recenti pubblicazioni si ricorda: La videosorveglianza. Uno sguardo senza volto (FrancoAngeli, 2007).
[email: chiara.fonio (at) googlemail.com]
Massimo Ragnedda insegna sociologia dei processi culturali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Sassari. Dottore di ricerca in Teorie e Pratiche della Comunicazione e dell’intercultuarilità, è stato Affiliated Visitor al Dipartimento di Sociologia dell’Università di Cambridge (2006/2007) e Visiting Scholar all’Institute of Communication Studies of Leeds (2003/2004). I suoi interessi di ricerca includono: mass media, teoria sociale con particolare interesse verso la teoria critica, il consumismo come forma di controllo sociale e i nuovi dispositivi di sorveglianza che si esplicano attraverso la rete. Tra le sue più recenti pubblicazioni si ricorda: Eclissi o tramonto del pensiero critico. Il ruolo dei mass media nella società postmoderna (Roma, 2006), La società postpanottica. Controllo sociale e nuovi media (Roma, 2008).
[email: ragnedda (at) uniss.it]
Monica Zuccarini è dottore di ricerca in scienza politica all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Firenze, il Master in Comunicazione Pubblica ed Istituzionale a Perugia e la laurea in Sociologia alla Federico II di Napoli. Ha trascorso circa un anno negli Stati Uniti alla Cornell University (NY) come visiting scholar lavorando sui temi dell’e-government. Ha poi trascorso brevi periodi di studio in Germania, Università di Mannheim, e in Canada, Queen’s University.
I suoi interessi di ricerca includono: e-government, e-democracy, sorveglianza e privacy nella pubblica amministrazione, politiche di sicurezza e privacy nella società dell’informazione.
[email: monica.zuccarini (at) unina.it]
